UIL
FUNZIONE PUBBLICA
VARESE

LETTERA APERTA ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI DELLA SANITÀ PRIVATA AIOP-ARIS

IL NOSTRO CONTRATTO NON PUÒ PIÙ ASPETTARE
Salario, dignità e diritti: la UIL FP non accetta altri rinvii

Care lavoratrici, cari lavoratori,

ci rivolgiamo a voi in un momento decisivo per la vertenza della sanità privata.

Da anni attendiamo il rinnovo del nostro Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro AIOP-ARIS. Nel frattempo abbiamo continuato a lavorare, assistere, curare e garantire servizi essenziali ai cittadini.

Abbiamo affrontato la pandemia.

Abbiamo sostenuto l'aumento dei carichi di lavoro.

Abbiamo lavorato con organici spesso insufficienti.

Abbiamo visto crescere il costo della vita e diminuire il valore reale delle nostre retribuzioni.

E mentre tutto cambiava, il nostro contratto è rimasto fermo.

Questo non è più accettabile.

La mobilitazione unitaria di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL ha portato allo sciopero nazionale del 17 aprile 2026, dopo anni di mancato rinnovo dei contratti della sanità privata e del settore sociosanitario. Una mobilitazione che ha coinvolto oltre 300.000 lavoratrici e lavoratori e che ha portato in piazza una richiesta semplice e inequivocabile: contratto subito.

Quella mobilitazione non è stata un punto di arrivo.

È il punto da cui ripartire.

Locandina del contratto
UN CONTRATTO FERMO, UN SALARIO CHE PERDE VALORE

Il rinnovo del CCNL AIOP-ARIS riguarda lavoratrici e lavoratori che operano quotidianamente in una parte fondamentale del sistema sanitario italiano.

Infermiere e infermieri, OSS, tecnici sanitari, fisioterapisti, personale amministrativo, personale ausiliario e tutte le professionalità che contribuiscono al funzionamento delle strutture private accreditate non possono essere considerati lavoratori di serie B.

Eppure il rischio è proprio questo.

Mentre il settore pubblico procede con i propri rinnovi contrattuali e riconosce aumenti e strumenti di valorizzazione professionale, nella sanità privata il personale continua a subire un ritardo contrattuale che si traduce in una concreta perdita di potere d'acquisto.

Le organizzazioni sindacali hanno denunciato un divario economico che, per alcune professionalità, può arrivare a diverse centinaia di euro al mese rispetto al settore pubblico.

La UIL FP pone al centro della propria azione la difesa del salario, della dignità professionale e del valore del lavoro.

Questa impostazione deve valere anche per la sanità privata.

Non possiamo accettare che chi svolge lo stesso lavoro, con responsabilità analoghe e per gli stessi cittadini, venga sistematicamente penalizzato soltanto perché dipende da una struttura privata accreditata.

LA SANITÀ PRIVATA ACCREDITATA SVOLGE UNA FUNZIONE PUBBLICA

Qui sta il cuore della nostra battaglia.

Le strutture AIOP e ARIS che operano nell'ambito dell'accreditamento non lavorano in un mercato qualsiasi.

Erogano prestazioni nell'ambito del Servizio sanitario nazionale e regionale e operano anche attraverso risorse pubbliche.

Per questo Governo e Regioni non possono considerarsi estranei alla questione contrattuale.

Se una struttura riceve risorse pubbliche per garantire una prestazione sanitaria, quelle risorse devono contribuire anche a garantire condizioni di lavoro dignitose a chi quella prestazione la rende possibile.

Il lavoro deve diventare una delle condizioni dell'accreditamento.

La UIL FP sostiene con forza un principio semplice:

nessuna risorsa pubblica senza precise garanzie sul lavoro.

Il tema della condizionalità è diventato ancora più importante alla luce degli interventi normativi del 2026 e del dibattito parlamentare sull'adeguamento delle risorse destinate alle strutture private accreditate.

TARIFFE E RISORSE: NON POSSONO ESSERE I LAVORATORI A PAGARE IL CONTO

AIOP e ARIS hanno sostenuto che il rinnovo dei contratti necessita di adeguate risorse e di un aggiornamento delle tariffe riconosciute dal sistema pubblico.

È una questione reale e deve essere affrontata.

Ma non può diventare una giustificazione permanente per rinviare il rinnovo.

Se le tariffe sono insufficienti, Governo e Regioni devono intervenire.

Se le strutture hanno bisogno di risorse per sostenere il costo dei rinnovi, le istituzioni devono garantire condizioni economiche adeguate.

Ma una cosa deve essere chiara:

il costo dell'insufficienza del finanziamento pubblico non può essere scaricato sui lavoratori.

Non possiamo accettare questo schema:

tariffe insufficienti → contratto bloccato → salari fermi → lavoratori che pagano il conto.

È un meccanismo profondamente sbagliato.

La stessa mobilitazione sindacale del 17 aprile ha posto con forza il tema delle risorse pubbliche e della necessità di vincolarle alla qualità del lavoro e al rinnovo dei contratti.

LA VACANZA CONTRATTUALE: UNA TUTELA CHE NON PUÒ DIVENTARE UNA NUOVA DISCRIMINAZIONE

Nel 2026 il legislatore è intervenuto introducendo una nuova disciplina per garantire una tutela economica durante la vacanza contrattuale.

La legge prevede, in assenza di rinnovo nei primi nove mesi successivi alla scadenza naturale del CCNL, un meccanismo di adeguamento delle retribuzioni collegato all'indice IPCA-NEI, nella misura del 50%.

Per i settori nei quali operano soggetti che erogano prestazioni sanitarie e sociosanitarie per conto e a carico del SSN è però prevista una disciplina specifica: la misura dell'adeguamento viene ricondotta alla contrattazione collettiva sulla base di indicatori economici settoriali, entro il limite previsto dalla norma.

Ed è proprio qui che nasce una questione che la UIL FP intende porre con forza.

Perché la tutela economica durante la vacanza contrattuale deve essere diversa proprio per chi lavora nella sanità privata accreditata?

Non chiediamo privilegi.

Chiediamo parità.

Non chiediamo trattamenti speciali.

Chiediamo che il nostro lavoro abbia lo stesso valore.

Non chiediamo scorciatoie.

Chiediamo che nessun lavoratore venga lasciato solo davanti all'inflazione.

IL DIBATTITO SULL'“EMENDAMENTO ANGELUCCI”

La vicenda della sanità privata è diventata anche una questione politica.

Nel dibattito parlamentare alcune forze politiche hanno contestato le disposizioni sulla vacanza contrattuale e hanno sollevato anche il tema dell'opportunità politica, richiamando il ruolo di Antonio Angelucci e il rapporto tra grandi gruppi della sanità privata e maggioranza parlamentare.

Su questo punto vogliamo essere rigorosi.

Non intendiamo trasformare una contestazione politica in un fatto che non sia documentalmente dimostrato.

Ma una domanda politica e sindacale è assolutamente legittima:

chi beneficia concretamente degli effetti di questa disciplina?

A noi interessa soprattutto ciò che accade nelle buste paga.

Se il contratto resta fermo, se il potere d'acquisto continua a diminuire e se le tutele economiche risultano più deboli o differenziate, il rischio è che il costo del mancato rinnovo continui a ricadere principalmente sui lavoratori.

Ed è questo che non possiamo accettare.

LA CRITICA DELLA UIL FP: NON È PIÙ TEMPO DI RINVII

La posizione della UIL FP è chiara.

Nel corso del 2026 abbiamo sostenuto, insieme a FP CGIL e CISL FP, che non fosse più possibile accettare ulteriori rinvii.

Lo sciopero del 17 aprile ha rappresentato una risposta forte a un blocco contrattuale ormai insostenibile.

La mobilitazione ha dimostrato che le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata non sono più disposti ad aspettare in silenzio.

La nostra posizione è dunque inequivocabile:

il contratto deve essere rinnovato.

Non tra qualche anno.

Non dopo l'ennesimo passaggio amministrativo.

Non quando tutte le condizioni saranno perfette.

Adesso.

PROFITTI E SALARI: LA DOMANDA CHE NON PUÒ PIÙ ESSERE ELUSA

Esiste poi una questione che riguarda direttamente il modello della sanità privata.

Non possiamo accettare che quando si parla di contratti si dica che "non ci sono risorse", mentre il settore continua a produrre fatturato, investimenti e crescita.

Durante la mobilitazione nazionale i sindacati hanno denunciato proprio questa contraddizione, evidenziando una crescita significativa del settore e un fatturato complessivo che nel 2023 aveva raggiunto circa 12 miliardi di euro.

Non vogliamo demonizzare l'impresa privata.

Vogliamo però affermare un principio semplice:

il profitto non può essere costruito sulla compressione dei salari e dei diritti.

Se una struttura opera anche grazie a risorse pubbliche, deve esserci una precisa responsabilità sociale.

Il denaro pubblico deve servire a garantire salute.

Ma anche lavoro dignitoso.

IL RISCHIO È PERDERE LE PROFESSIONALITÀ

La conseguenza più grave del mancato rinnovo non è soltanto economica.

È il progressivo impoverimento professionale della sanità privata.

Un infermiere, un tecnico, un fisioterapista o un OSS non è una semplice voce di bilancio.

È una professionalità che può scegliere dove lavorare.

Se il settore pubblico offre condizioni economiche e contrattuali migliori, il rischio è che il personale si sposti.

E questo rischio è già stato denunciato dalle organizzazioni sindacali.

Il risultato può essere un circolo vizioso:

contratto fermo → salari più bassi → fuga dei professionisti → carenza di personale → aumento dei carichi di lavoro → peggioramento delle condizioni → ulteriore fuga.

A quel punto non sarà più soltanto un problema sindacale.

Sarà un problema per la qualità dell'assistenza.

LA NOSTRA PROPOSTA: UN PATTO PER IL LAVORO NELLA SANITÀ ACCREDITATA

Per questo la UIL FP non si limita a dire "no".

Vogliamo costruire una proposta.

Chiediamo un vero Patto per il lavoro nella sanità privata accreditata, che coinvolga Governo, Regioni, AIOP, ARIS e organizzazioni sindacali.

Il Patto deve prevedere:

1. RINNOVO IMMEDIATO DEL CCNL

Un percorso certo, con tempi definiti, per la conclusione della trattativa.

2. RECUPERO DEL POTERE D'ACQUISTO

Gli aumenti devono tenere conto del lungo periodo di vacanza contrattuale e dell'inflazione subita.

3. TUTELA EFFETTIVA DELLA VACANZA CONTRATTUALE

Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata non possono essere penalizzati rispetto agli altri settori.

4. RISORSE PUBBLICHE VINCOLATE

Ogni incremento delle risorse destinate alle strutture accreditate deve essere collegato anche al costo del lavoro e al rinnovo dei CCNL.

5. ACCREDITAMENTO LEGATO AI CONTRATTI

Chi riceve risorse pubbliche deve applicare e rinnovare contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

6. CONTRASTO AL DUMPING CONTRATTUALE

Non può esistere una concorrenza costruita sulla riduzione dei salari e dei diritti.

7. VALORIZZAZIONE DELLE PROFESSIONALITÀ

Il lavoro sanitario deve essere riconosciuto economicamente e professionalmente.

8. PARITÀ DI DIGNITÀ CON IL PUBBLICO

A parità di lavoro e responsabilità deve corrispondere una progressiva riduzione delle differenze economiche e normative.

LA NOSTRA BATTAGLIA È ANCHE PER LA SANITÀ PUBBLICA

Difendere il contratto della sanità privata non significa difendere un modello contrapposto al Servizio sanitario nazionale.

Al contrario.

Significa difendere il SSN.

Perché pubblico e privato accreditato sono ormai parte della stessa rete assistenziale.

Se il settore privato perde personale qualificato, anche il sistema pubblico ne subisce le conseguenze.

Se i lavoratori sono costretti a spostarsi continuamente alla ricerca di condizioni migliori, perde stabilità l'intero sistema.

Se gli operatori sono sottopagati e sottoposti a carichi di lavoro eccessivi, ne risente la qualità dell'assistenza.

Per questo la nostra battaglia è contemporaneamente:

una battaglia per il salario.

Una battaglia per la dignità del lavoro.

Una battaglia per la qualità dell'assistenza.

Una battaglia per il Servizio sanitario nazionale.

A VOI, LAVORATRICI E LAVORATORI

Sappiamo che dopo anni di attesa può prevalere la sfiducia.

Sappiamo che molti si chiedono se mobilitarsi serva davvero.

Ma proprio questi anni ci hanno dimostrato una cosa:

senza la mobilitazione dei lavoratori, il contratto rischia di non diventare mai una priorità.

Lo sciopero del 17 aprile ha dimostrato che la categoria esiste, è consapevole e non intende più accettare l'ennesimo rinvio.

La UIL FP continuerà a sostenere questa vertenza con determinazione.

Non faremo passi indietro sui diritti.

Non accetteremo che le difficoltà del sistema vengano risolte attraverso la compressione del salario.

Non accetteremo che il finanziamento pubblico sia privo di vincoli sociali.

Non accetteremo che il lavoratore della sanità privata venga considerato meno importante del lavoratore della sanità pubblica.

CONCLUSIONE

Care lavoratrici, cari lavoratori,

questa non è soltanto la vertenza per un contratto.

È una vertenza sul valore che questo Paese attribuisce al lavoro sanitario.

Per anni siamo stati chiamati "eroi".

Oggi non chiediamo applausi.

Chiediamo diritti.

Non chiediamo riconoscimenti simbolici.

Chiediamo salario.

Non chiediamo promesse.

Chiediamo un contratto rinnovato.

E soprattutto chiediamo che le risorse pubbliche destinate alla sanità producano anche condizioni di lavoro dignitose.

La UIL FP continuerà a battersi perché questo principio diventi una regola:

CHI RICEVE RISORSE PUBBLICHE PER GARANTIRE LA SALUTE DEI CITTADINI DEVE GARANTIRE ANCHE DIRITTI, SALARIO E CONTRATTI A CHI QUELLA SALUTE LA GARANTISCE OGNI GIORNO.

Il nostro messaggio alle lavoratrici e ai lavoratori è semplice:

NON SIAMO PIÙ DISPONIBILI AD ASPETTARE.

IL NOSTRO CONTRATTO DEVE ESSERE RINNOVATO.

IL NOSTRO LAVORO DEVE ESSERE RICONOSCIUTO.

LA NOSTRA DIGNITÀ NON È NEGOZIABILE.